martedì 3 febbraio 2009

Incidenti di percorso

Lui la vide tra la folla,
il vesto nero, lungo,
le scarpe brillanti sotto le luci,
le gambe agili,
circondata da un'aura di mistero.

Il suo decolté era invitante
ma la musica, si la musica del tango,
portava lontano 
i suoi pensieri.

E, irresistibilmente,
afferrato da un impeto,
difficilmente spiegabile,
si fece scivolare,
bordo pista,
fino al suo tavolino.

Senza parole,
tremante nel cuore,
la guardò negli occhi.
Azzurri loro
e azzurri i suoi pensieri,
con un cenno, forse,
o con un gesto magari,
la invitò a ballare.

E fu passione,
e fu quell'attimo
che precede la comprensione
di ogni cosa,
fu quell'istinto,
che ti dice di essere nel giusto
di dover andare avanti.

E fu nello sfiorarsi,
come farfalle giovani,
come bambini al gioco,
mano nella mano,
corpo contro corpo.
Come ti chiami?
Chiese lui tremante,
per dare un nome
a quelle sensazioni.
Ugo, rispose lei.

(stefano)

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