mercoledì 27 gennaio 2010

La sedia in milonga

La sedia ancora lì al suo posto quasi per caso,
una gradevole penombra,
qualche capo di abbigliamento,
sparso qua e là.

Ed ecco che una calda presenza si avvicina a quella sedia
Un tailleur, di quelli che rimangono in mente
I sensi sono storditi dal profumo di lei
Su quella sedia!

Lui, con le orecchie piene di rintocchi,
La osserva attentamente
In dubbio se avvicinarsi subito
Certo la tentazione è troppo forte
Ma qualcosa lo imbriglia ancora
Che cosa?

Un che di altamente elettrizzante…
Tutti i suoi sensi vigilano,
Attenti come sono a respirare
e far propria
quell’aria di eccitazione,
come di rapida combustione.
Un piacevole supplizio per entrambi
di perdersi nelle diverse sensazioni.

Quanta attenzione!
Per sguardi su particolari,
Per quel colore di pelle
Riconoscibile solo a lui
Finalmente,
Vinto e sopraffatto da quella sublime visione
Esausto dal desiderare,
L’oblio nelle sue braccia
Il suo passo per nulla esitante,
Incontra finalmente lo sguardo di lei
Complici gli occhi,
i loro corpi ora sono così vicini.

E la ricerca reciproca
si fa sempre più accurata.

È un sussulto
Di piccoli gesti tenuti a bada
E che ora irrompono fragorosamente
E nulla sembra contenere questa inaspettata sensazione
Di un abbraccio forte e avvolgente come un’onda
E per nulla dimentichi di dove si trovano
E’ come se anche l’atmosfera che li circonda fosse partecipe
Tutta la milonga diventa una piazza d’armi
Che aspetta di essere galeotta di un desio
Di un turbinio sempre più forte di emozioni
Fino ad impregnare la sala già satura di altrui incontri
Due volti, due corpi, che si cercano, che si muovono
Danzanti come in un rituale
Che viene prolungato e poi rallentato
Il tempo di danzare i diversi registri musicali
Inesplicabile tutto ciò, ma travolgente per due persone che
Pur così razionali,
apparentemente dimentichi di sé
si ritrovano semplicemente in un tango…

(mariarita)

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